Freddie Mercury Bijou Italia

Un luogo dedicato al più grande Frontman di tutti i tempi, storia, curiosità, interviste e contenuti speciali con immagini inedite in memoria della più grande rockstar di tutti i tempi, l'unico.. l'inimitabile.. Freddie Mercury
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martedì 2 agosto 2016

Bancarella a Kensington Market

Nell'estate 1969 Freddie propose a Roger di rilevare insieme a lui una bancarella al Kensington Market. Per quanto Freddie fosse con gli Ibex, i concerti erano ancora pochi e qualche soldo in più gli faceva comodo. Anche Roger non si stava certo arricchendo con gli Smile e accettò la proposta. La bancarella si trovava in una viuzza del mercato che i commercianti del posto chiamavano " Death Row" in quanto ospitava sopratutto antiquari. Gli amici dell'Ealing College furono contentissimi di fornire quadri e disegni da mettere in vendita e Freddie riuscì a piazzare anche qualche sua opera. Commercialmente però le cose non andavano troppo bene e, dopo qualche indecisione, Roger e Freddie passarono al settore abbigliamento. Grazie a qualche buon contatto riuscirono a mettere le mani su diversi splendidi abiti vittoriani oltre a sciarpe, manti di pelliccia, giacche a stole. A richiesta venivano anche creati  capi su misura con velluti, pizzi e perline secondo i dettami della moda di quei giorni. Le vendite aumentarono procurando un grandissimo utile. Ma bisognava fare ancora meglio e così, un giorno, Roger cedette per venti steriline la giacca di Freddie, che un cliente aveva notato. Freddie andò su tutte le furie, rincorse il compratore, gli restituì il denaro in cambio della giacca e ritornò minaccioso da Roger. Questi non si fece intimorire e ribadì che lo aveva fatto solo per poter permettere a tutti e due di comprare qualcosa da mangiare e di pagare il taxi fino a casa. Già allora Freddie mal sopportava l'idea di utilizzare i trasporti pubblici.

(Tratto da - Queen la Biografia Ufficiale)



venerdì 29 luglio 2016

Una strana accoglienza

Quando i Queen salirono sul palco dell' Estadio Universitario di Monterrey, vennero immediatamente fatti oggetti di un nitrito lancio di immondizie varie, scarpe vecchie, lattine, bottiglie e pile da parte del pubblico, la band rimase coraggiosamente sul palco e offrì una delle proprie performance più dinamiche, anche perchè Freddie, John e Brian corsero in continuazione per tutto il palco allo scopo di evitare i proiettili, Il povero Roger, sebbene più lontano dal pubblico, costituiva però un bersaglio immobile e fù quello che rischio più di tutti. Alla fine dello show i Queen scesero dal palco mortificati per quella che ritenevano essere l'accoglienza peggiore che avessero mai ricevuto. Non immaginate lo stupore dei quattro quando si videro venire incontro raggianti gli organizzatori del concerto e spiegarono loro che lanciare immondizie era il tradizionale modo del pubblico messicano di dimostrare il loro apprezzamento.



venerdì 6 marzo 2015

Dovevi fare quel che ti dicevano e crebbi molto in fretta - Freddie alla St Peter's School

La St Peter's School esiste tutt'oggi. Fondata nel 1904, continua a promuovere la cultura e i valori tradizionali dell'India e a sostenere la tolleranza religiosa nei confronti di tutte le fedi, dal cattolicesimo allo zoroastrismo. Ai tempi di Freddie era diretta da Oswal D. Bason, entrato in carica nel 1947, l'anno dell'indipendenza dell'India. Bason sarebbe rimasto al suo posto fino al 1974, proprio mentre i Queen gustavano il loro primo assaggio di notorietà. Sebbene la scuola non ostenti quel suo allievo famoso, non è nemmeno riluttante ad aprire le porte ai curiosi. I suoi dipendenti hanno persino collaborato alla riprese di alcuni documentari su Freddie Mercury. Insieme all'amico Victory Rana e Ravi Punjabi, filantropo e imprenditore, Freddie è fra gli ex allievi più famosi dell'istituto.
All'epoca di Freddie, Il St Peter's era ritenuto uno dei migliori collegi privati maschili di Panchgani. Offriva un programma di studi in inglese e vantava un'ottima percentuale di successo. Attirava allievi dagli Stati Uniti, dal Canada, dal Golfo Persico, oltre che da tutta l'India. Le lezioni iniziavano a metà giugno e finivano a metà aprile, per via del clima indiano. La pausa principale era quindi di otto settimane. A questa si aggiungevano due settimane di vacanza a Natale. La disciplina era rigida e le condizioni di vita abbastanza austere. C'era acqua calda solo di mercoledì e di sabato all'ora di pranzo. I bagni venivano fatti sotto la supervisione della capo infermiera, la quale gestiva anche l'ospedale dell'istituto con l'aiuto di una collaboratrice interna e un dottore esterno. Il collegio aveva un cappella e gli allievi dovevano adeguarsi alle abitudini religiose dell'istituto a prescindere dal loro credo. Sebbene la scuola rispettasse tutte le fedi, la messa domenicale era obbligatoria per tutti. Nessun allievo poteva uscire dal perimetro dell'istituto senza essere accompagnato da un membro del personale. Nonostante ciò, il St Peter's era rinomato per la premura dei docenti nei confronti degli allievi e per la sua atmosfera rilassata e cordiale: aiutava a coltivare le virtù dei ragazzi e a far emergere il loro lato migliore. In seguito Freddie avrebbe dichiarato di essersi sentito privilegiato per essere stato mandato in quel collegio: sapeva quanti sacrifici fosse costato ai genitori.

Ma il pensiero di essere privilegiato non era sufficiente a debellare l'inquietudine legata alla separazione dalla famiglia. Dopo aver vissuto a stretto contatto con la madre e la sorella, ritrovarsi in un collegio a migliaia di chilometri di distanza, a soli otto anni, dove'essere stato dolorosissimo per lui. E' impossibile pensare che non si sia sentito solo e impaurito, che non abbia desiderato un abbraccio o una favola della buonanotte prima di addormentarsi. Chi gli è stato vicino negli anni, ha
dichiarato che era risentito nei confronti dei genitori per essere stato "mandato via" da piccolo, anche se con loro si comportò sempre in modo assolutamente rispettoso e premuroso. E' evidente che faceva del suo meglio per superare il senso di rifiuto provato allora.
All'epoca Jer e Bomi presero la decisione che ritennero migliore e non c'è dubbio che sia costata loro moltissimo. Tuttavia mandare un bambino timido come Freddie così lontano da casa fu probabilmente un grandissimo errore, forse il più grande della loro vita. Alcuni bambini sopportano meglio di altri la separazione dalle famiglie, ma per Freddie, un ragazzino sensibile e per sua stessa ammissione un pò troppo appiccicoso, lo strappo fu insopportabile, almeno all'inizio. La notte piangeva fino ad addormentarsi nella camerata che condivideva con altri diciannove bambini altrettanto soli. Privato di attenzioni quotidiane e affetto in un momento cruciale della crescita e in un'età estremamente delicata, inevitabilmente Freddie cambiò, sviluppando un nuovo carattere e iniziando a vedere la vita in modo diverso.
Ospitato dalla zia paterna Jer o da quella materna Sheroo durante le pause fra i quadrimestri, di rado Freddie rivide i genitori durante la permanenza al St Peter's, persino nel corso delle vacanze scolastiche.
" Dovevi fare quel che ti dicevano" disse Freddie anni dopo. " Per cui la cosa più ragionevole era sfruttare la situazione al meglio, imparai a badare a me stesso e crebbi molto in fretta " 


Tratto e sintetizzato da I Will Rock You - Lesley Ann Jones

lunedì 16 febbraio 2015

Ho creato un mostro - Il racconto di una confessione intima tra Freddie e la gioralista Lesley Ann Jones

" Ho creato un mostro. Quel mostro sono io. Non posso incolpare nessun altro. E' ciò che volevo fin da piccolo. Avrei ammazzato per avere tutto questo. Qualsiasi cosa mi accada è colpa mia. E' ciò che volevo. E' quello che cerchiamo tutti: successo, fama, soldi, sesso, droga... tutto quel che vuoi. Io ce l'ho. Ma ora inizio a capire che anche se l'ho creato io, voglio sfuggirgli. Comincio a preoccuparmi, penso di non poterlo controllare tanto quanto lui controlla me.
Quando salgo sul palco, cambio, mi trasformo totalmente nel ' grande showman ', il migliore di tutti. E dico così perché sono costretto ad esserlo. Non potrei mai accontentarmi di essere secondo, piuttosto rinuncio. Devo pavoneggiarmi , devo afferrare il microfono in un certo modo. E mi piace farlo. Come mi piaceva guardare Jimi Hendrix  che spremeva il suo pubblico. Anche lui era così, e i suoi fan lo adoravano per questo. Ma lontano dal palco era abbastanza timido. Forse soffriva perché non volendo deludere le aspettative, anche lontano dai riflettori tentava di essere quel personaggio trasgressivo che in realtà non era.
Quando salgo lassù è come fare un'esperienza extracorporea. E' come se mi vedessi dall'altro e pensassi: Cazzo che figo. Poi mi rendo conto che sono io: Okay Freddie, adesso mettiamoci al lavoro...
Certo che è una droga.. Uno stimolante. Ma è difficile quando la gente mi riconosce per strada e vuole quello che ha visto lassù: il grande Freddie. Io non sono lui, sono molto più tranquillo. Allora cerchi di separare la tua vita privata da quella pubblica, altrimenti diventi schizofrenico. Temo che sia questo il prezzo da pagare... Non fraintendetemi, non sono un ' povero ragazzo ricco '. La musica è quello che mi tira giù dal letto la mattina. Sono davvero fortunato.


Tratto da I Will Rock You la biografia definitiva

venerdì 9 gennaio 2015

Il microfono di Freddie - un tratto caratteristico -

Una sera, in occasione di un ballo studentesco, Freddie si trovò alle prese con un microfono veramente antico, di quelli con la base pesantissima; a un certo punto a furia di agitare l'asta del microfono, la base cadde sul palco, e Freddie si ritrovò con in mano soltanto la metà superiore dell'asta cromata. Scoprì quasi immediatamente che non solo era più leggera da manovrare, ma che era più facile strusciarsela in modo molto, molto provocante contro il corpo e il viso. Quando giunse il giorno in cui cantò Killer Queen, puntando l'asta scintillante verso il cielo e muovendo sensualmente le proprie dita per tutta la sua lunghezza, il microfono con attaccata soltanto metà dell'asta era ormai diventato un suo tratto caratteristico.


mercoledì 7 gennaio 2015

L'ape Regina - Melody Maker- di Caroline Coon, Dicembre 1974

Niente come la carenza di idoli-star riesce a far fremere di sconforto l'industria dei media. Magnati cinematografici, incapaci di trovare successori della Monroe e di Gable, stanno costruendo un culto degli anti-eroi. Ma l'industria pop ha bisogno del potente elisir, dall'emozione provocata dall'uso degli onesti superlativi per far bollire il sangue e elevate lo spirito. E gli scriba del pop, come stanchi pellegrini sfiduciati in attesa dell'alba, soffrono per poter incoronare un nuovo eroe.
Poi, proprio quando la prognosi sembrava di quelle senza scampo, con uno strabiliante sibilo è saltato fuori Freddie Mercury. All'improvviso abbiamo scoperto uno scalpitante personaggio esotico, uno sfidante donchisciottesco, un compositore classico immerso nell'elettronica, capace di scrivere alcuni degli inni rock più chiassosi e alati ascoltati da un decennio a questa parte. 
Freddie, celebre per la sua meticolosa cura dei dettagli, non avrebbe potuto programmare in maniera migliore il suo affermarsi come legittimo erede di quella tradizione. Ha pagato il dovuto. Con i Queen ( Brian May, chitarra; John Deacon, basso; Roger Taylor, batteria ) ha avuto quattro anni per esaminare la scena e preparare il terreno per la frenesia che in seguito lo renderà indifferente alle carenze affettive in altri ambiti. Tuttavia, con la distribuzione di Sheer Heart Attack, tutte le cautele e i distinguo con i quali i critici hanno accolto le due precedenti proposte dei Queen, si sono trasformati in eruzioni di sfrenato entusiasmo.
Freddie indossa attillati pantaloni di raso grigio perla, una camicetta d'epoca di raso color crema, e una giacca da camera vittoriana di velluto scarlatto. Ha i capelli nero corvino, un lampo negli occhi d'ebano, e quando sorride rivela una fila di denti di un bianco scintillante che sembrano pronti ad addentare un panino con l'hamburger. Sta picchiettando il tappeto con uno stivale bianco, il piano del tavolo con una penna, e per un attimo mi domando con ansia se mi trovo davanti una molesta primadonna. E invece: " No, Mercury non è il mio vero nome, cara. Era Plutone, ma l'ho cambiato", dice Freddie con una punta di sarcasmo. La sua lieve e disinvolta effeminatezza rompe il giacchio. 



domenica 21 dicembre 2014

Freddie e Carl Lewis

 Freddie incontrò a Bruxelles, nell'ascensore dell'albergo Carl Lewis, stella dell'atletica leggera americana. Freddie riuscì appena a contenere l'entusiasmo, ci fu uno scambio di sorrisi e quando Freddie arrivò nella sua suite si mise a gridare con una voce stridula. Eravate a conoscenza di questa passione viscerale che aveva Freddie per l'atletica leggera? anche Car Lewis fu felice di incontrare ovviamente Freddie.. ma forse gli invidiò la suite più spaziosa dell'hotel. Sicuramente non sapevano di essere entrambi collezionisti di cristalleria. 


martedì 16 dicembre 2014

La sfida tra Freddie e Rob

Alla fine degli anni 70 l'aspetto esteriore di Freddie subì un cambiamento, io suoi capelli erano sempre più corti e sul palco indossava spesso abiti di pelle, e aveva aggiunto al proprio costume da motociclista anche un berretto di pelle da Hell's Angel, con tanto di catena. Provocato da questa ambiguità, Rob Halford, cantante solista dei Judas Priest, lo sfidò a dimostrare la propria virilità in una corsa motociclistica a due sul circuito di Brands Hatch; Freddie rispose che avrebbe accettato la sfida a patto che, prima, Haldford si fosse esibito in un balletto assieme alla Royal Ballet Company; Halford non si fece più senitire. 


mercoledì 19 novembre 2014

Hyde Park e il suo divertente retroscena

Il 18 settembre 1976 i Queen tennero un concerto gratuito a Hyde Park tenuto nel sesto anniversario della morte di Jimi Hendrix . Nelle intenzioni dei Queen era inteso come un ritorno a casa e anche come un segno di apprezzamento ( da qui il carattere gratuito dell'evento ) rivolto ai loro fan britannici per il loro sostengo.
CURIOSITA': Durante il concerto di Hyde Park si verificò un ridimensionamento della scaletta per problemi di tempo, " Doing All Right, Lazing In A Sunday Afternoon, Tie Your Mother Down " e tutte le canzoni successive, compresa " Now I'm Here e oltre non furono eseguite. La polizia locale aveva concesso un'ora per l'esibizione della band e, quando il loro set debordò di venti minuti, i componenti della band furono minacciati di arresto se fossero tornati sul palco. Freddie in particolare non aveva una gran voglia di essere portato via con indosso il suo body bianco, quindi obbedì debitamente. A Bob Harris, che presentava l'evento, rimase il poco invidiabile compito di informare una folla calcolata dai 150mila ai 200mila spettatori che, nonostante le invocazioni di " vogliamo i Queen ", il set della band era terminato.

Tratto da Queen L'enciclopedia Definitiva )


mercoledì 5 novembre 2014

Freddie e il pubblico " Friends Will Be Friends "

Più che le glorie personali e le ricchezze, Freddie cercava il rapporto con la gente: il bagno di folla era il contatto vitale con il suo elemento naturale. Nonostante un enorme e malcelata timidezza, o forse per questo, egli riuscì da subito a stringere un rapporto meraviglioso con i fan, offrendo tutto se stesso sul palco.
Quell'attenzione speciale si manifestò fin dai primi esordi, quando la band suonava in piccoli teatri e sale da ballo per pochi intimi. A quei tempi Freddie preparava popcorn e succo di mela per il pubblico e si premurava talvolta di consegnare personalmente agli spettatori ogni tipo di conforto. Questo rapporto di simbiosi con il suo popolo non si svilì quando Freddie cominciò ad allargare a macchia d'olio il cerchio di fedeli. E se è vero che sarebbe stato impossibile preparare popcorn per i duecento mila di Knebworth nel suo ultimo memorabile concerto dell' 86, è altrettanto vero che Freddie non mancò mai di giocare con la sua gente, dando vita sul palco a dei duetti improvvisati in cui si divertiva sfidando il pubblico a inseguirlo in vocalizzi impossibili. Altra prova d'amicizia nei confronti dei fan è stata la loro presenza in alcuni dei videoclip storici: indimenticabile le marea di mani che accompagnavano a ritmo le immagini in " Radio Ga Ga " o la folla che abbraccia la band nel video di " Friends Will Be Friends " . Quella fedeltà è continuata anche dopo la scomparsa di Freddie, causando sollevazioni popolari quando si sono proposti alcuni nomi, anche gloriosi ( George Michael, Robbie Williams ). Come possibili sostituti al microfono... ma era praticamente impossibile! lo scettro sarà e rimarrà sempre alla nostra Regina.
Grazie Freddie.


domenica 26 ottobre 2014

Freddie e la lesione al ginocchio ma... The Show Must Go On

Concerto Europehall di Hannover. Nel bel mezzo del concerto.. durante l'assolo di Brian, Freddie esce da dietro al palco per andare nei backstage e cade... gli addetti si resero conto della gravità dalla smorfia di dolore di Freddie! Potete immaginare l'attimo di smarrimento perchè il complesso era a metà esibizione! Nel Backstage non c'erano mai dottori o personale di pronto soccorso che potesse intervenire e Freddie si rese conto da solo di essersi di nuovo infortunato al legamento del ginocchio. Freddie disse subito che non avrebbe interrotto il concerto per non deludere i fan e non valeva neanche la pena prendere un antidolorifico.. così lo riportarono a spalla sul palco, facendolo sedere sul panchetto del pianoforte. Possiamo immaginare cosa provasse in quel momento, ma l'emozione del pubblico fu palpabile quando Freddie rientrò in scena sorretto dai suoi assistenti e spiegò al pubblico l'accaduto e come sarebbe andato avanti lo show. Gli spettatori accolsero con un' ovazione tanta determinazione e coraggio.
Dopo tutto... LO SPETTACOLO DOVEVA CONTINUARE...



sabato 25 ottobre 2014

Freddie... " Un diavolo per capello "

In una delle tante volte che Freddie doveva tagliarsi i capelli...fece venire in volo da Londra Denny, un parrucchiere di Sweeneys, salone alla moda di Beauchamp, Freddie si trovava a Wurzburg!! Si fece tagliare i capelli e questi si trattenne per quattro o cinque giorni: insomma, una delle acconciature più costose della storia. Stare in un hotel ha il suo prezzo! in compenso Freddie fu molto soddisfatto del risultato finale.
L'acconciatura per Freddie era quasi un' ossessione, ma non si è mai capito il criterio con cui scegliesse i parrucchieri.
Una volta Freddie si risentì moltissimo quando si sentì dire: < Oh stai perdendo i capelli >. " Non è vero ", fu la risposta risentita, " è il modo in cui mi crescono". Quando la chioma si allungava doveva lottare in continuazione contro i ricci naturali. Mentre si giravano i video la sua acconciatura diventava la preoccupazione più importante: in tali occasioni gli addetti al trucco e alle pettinature venivano monopolizzati da Freddie.


martedì 21 ottobre 2014

" Fred ti presento Sid " una leggenda sui Queen: ecco la verità

I Wessex Studios avevano sede in una chiesa sconsacrata di Highbury, nel nord di Londra: fu qui che nell'autunno del 1976, durante le incisioni per A Day At The Races, i Queen ebbero il primo contatto con il punk. I Sex Pistols, appena ingaggiati dalla EMI, avevano prenotato ai Wessex le loro prime sedute: ben presto il mondo li avrebbe conosciuti. Quando la EMI rimpiazzò i Queen con gli esordienti punk nel programma televisivo " Today ", la famigerata intervista con  presentatore Bill Grundy segnò una pietra militare nella breve ma esplosiva carriera dei Sex Pistols.
Vidi per la prima volta Johnny Rotten al piano di sopra, nel salottino dei Wessex, su uno di quei divanetti di velluto marrone a coste che andavano di moda negli anni 70. Portava un maglione di mohair verde acido e jeans strappati; aveva spille da balia infilzate ovunque e i capelli color criceto rosso, in creste fissate con la lacca. Ma nonostante tutto sembrava un tipo tranquillo, simpatico, seduto lì a rilassarsi e a guardare la TV: di cosa si preoccupavano tutti quanti?

Non si scocciò neppure quando gli chiesi di cambiare canale. Non mi ringhiò contro, si limitò a scrollare le spalle. Se noi roadie eravamo trasandati, per i Pistols la trasandatezza era una dichiarazione d'intenti: una presa di posizione socio politica.
L'anno seguente i Queen tornarono ai Wessex per incidere A News Of The World. Tornarono anche i Sex Pistols, per l'LP Never Mind The Bollocks. I Pistols avevano un nuovo bassista, e un pomeriggio, mentre i Queen lavoravano nella sala controlli, quel nuovo bassista, Sid Vicious, entrò barcollando dalla porta - era ridotto molto male - e si rivolse a Fred : " sei già riuscito a portare la danza classica alle masse? " ( si riferiva a ciò che Fred aveva detto ai giornalisti quando aveva cominciato a indossare un body sul palco ).
Fred si alzò con disinvoltura, andò da lui, gli disse : " tu saresti il famoso  Stanley Ferocious? " lo afferrò per il colletto e lo buttò fuori.
E poi sarebbero i punk quelli cattivi. A Fred non importava niente di quella nuova tendenza musicale basata su pochi accordi di chitarra. E ancor meno gli importava del loro guardaroba.

                                                                   ( Peter Hince )



martedì 14 ottobre 2014

L'irresistibile profumazione di Freddie

Questi erano gli unici profumi usati da Freddie Mercury! Adorava queste profumazioni. MONSIEUR DI GIVENCHY utilizzato spesso negli anni 80.. e EAU DYNAMISANTE DI CLARINS usato in alternanza con il primo e utilizzato spesso durante gli ultimi anni! Per inebriarsi anche del suo profumo oltre che della magia della sua voce sono ancora in commercio.