Freddie Mercury Bijou Italia
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Freddie Mercury Bijou Italia
Un luogo dedicato al più grande Frontman di tutti i tempi, storia, curiosità, interviste e contenuti speciali con immagini inedite in memoria della più grande rockstar di tutti i tempi, l'unico.. l'inimitabile.. Freddie Mercury
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mercoledì 27 luglio 2016
venerdì 10 aprile 2015
Money can't buy happiness
Money Can't Buy Happiness, un vivace lamento a tempo di reggae sui mali del denaro, fu registrata il 10 febbraio ai Musicland Studios di Monaco e fu, a un certo punto, inserita nella lista delle candidate a un inserimento in MR. BAD GUY, ma è rimasta incompleta. Con una strumentazione ridotta a una batteria elettronica e a qualche esplosione di synth, la canzone sarebbe stata un'aggiunta formidabile all'album, se solo fosse stata portata a termine; così com'era è rimasta negli scaffali fino alla pubblicazione di THE SOLO COLLECTION nel 2000.
Queen - The Crazy Hat Party 1979
This footage was taken from the "Queen in Netherlands" documentary.
The hat party took place in december 1979.
The hat party took place in december 1979.
venerdì 3 aprile 2015
Mustapha
Senza dubbio una delle più bizzarre composizioni di Freddie. Mustapha è una canzone in cui non si sente quasi nessuna parola in inglese, ma contiene una tale quantità di miagolii di Freddie che il suo significato diventa secondario.
Pur aprendo l'album JAZZ in modo piuttosto confuso, la canzone presenta comunque una pregevole prestazione vocale del suo autore, ma il principale inconveniente è rappresentato dalla parole: scritte a quanto pare per un suo compagno di scuola quando viveva a Bombay, le parole sono una mistura di arabo, parsi e (poco) inglese, fuse insieme per creare uno strano ma divertente risultato finale.
Mustapha fu eseguita dal vivo tra il 1978 e il 1980, di solito come apertura del medley, ma soprattutto come introduzione ad altre canzoni ( nel tour del 1980, ma anche in alcuni spettacoli del 1981, fu eseguita interamente ). Suscitò un pò di stupore quando nel 1979 fu pubblicata in Bolivia, Germania, Spagna e Jugoslavia come singolo tratto da JAZZ.
Tratto da Queen L'Enciclopedia Definitva
giovedì 19 marzo 2015
Don't Try So Hard
Don't Try So Hard, un seguito malinconico del gioioso I Can't Live With You, è una ballata fantastica e sottovalutata che presenta una magnifica performance vocale di Freddie. Si sono accavallate le ipotesi su chi abbia scritto realmente la canzone: è circolata per anni la voce che l'autore fosse John, mentre recentemente David Richards ha rivelato che la canzone era opera di Brian e Freddie. Nessuno dei componenti ha risposto, quindi finché non giungerà una conferma ufficiale da parte di Brian o qualcun altro, rimarrà una composizione dei Queen con un punto interrogativo.
Il messaggio della canzone consiste nella raccomandazione di non darsi troppo da fare per raggiungere il successo dal momento che "sono solo i folli che impongono quelle regole". Con una sottovalutata performance strumentale, uso delle tastiere per creare atmosfere, e una interpretazione vocale ultraterrena di Freddie, Don't Try So Hard è una fantastica canzone degli ultimi Queen, davvero una delle tracce più notevoli non pubblicate come singoli tra quelle scritte dopo la fine degli anni Settanta, quando si tendeva a presentare un album come un'unità coesa invece che come raccolta di canzoni. Il vinile pubblicato nel Regno Unito presentava la canzone successiva a Delilah sulla seconda facciata, con dieci secondi illogicamente tagliati via.
Il messaggio della canzone consiste nella raccomandazione di non darsi troppo da fare per raggiungere il successo dal momento che "sono solo i folli che impongono quelle regole". Con una sottovalutata performance strumentale, uso delle tastiere per creare atmosfere, e una interpretazione vocale ultraterrena di Freddie, Don't Try So Hard è una fantastica canzone degli ultimi Queen, davvero una delle tracce più notevoli non pubblicate come singoli tra quelle scritte dopo la fine degli anni Settanta, quando si tendeva a presentare un album come un'unità coesa invece che come raccolta di canzoni. Il vinile pubblicato nel Regno Unito presentava la canzone successiva a Delilah sulla seconda facciata, con dieci secondi illogicamente tagliati via.
Tratto da Queen L'Enciclopedia Definitiva
martedì 10 marzo 2015
Cool Cat
Il primo e vero uso del falsetto da parte di Freddie si trova in Cool Cat, un delizioso pezzo funky che fa parte di HOT SPACE e che presenta John a basso, chitarre ritmiche, synth e batteria elettronica ( Roger e Brian non sono presenti ), giustificando così il loro tentativo di collaborazione tra cantante e il bassista. Cool Cat, registrata nella seconda metà del 1981 durante le sessioni preliminari per HOT SPACE, in origine prevedeva David Bowie alla voce di accompagnamento e doveva uscire come lato B di Under Pressure.
Ci furono comunque contestazioni da parte di Bowie, cosa che irritò molto i componenti della band: " David ha fatto solo una traccia d'accompagnamento", spiegava Brian nel 1982, " Credo che nessuno la possa considerare qualcosa di più. tranne il fatto che era un grazioso ornamento. Gli abbiamo inviato un nota di cortesia per dirgli che l'avevamo usato e lui ha risposto: " Voglio che sia tolta, perché non mi piace". Purtroppo non ce l'ha fatto sapere che il giorno prima della data prevista per l'uscita dell'album, quindi la cosa ci ha veramente ostacolato. Ha ritardato la pubblicazione dell'album". Una versione remixata senza la voce di Bowie, fu inclusa nell'album pubblicato nel maggio 1982 e il mese successivo diventò il lato B di Las Palabras De Amor ( The Words Of Love )
Ci furono comunque contestazioni da parte di Bowie, cosa che irritò molto i componenti della band: " David ha fatto solo una traccia d'accompagnamento", spiegava Brian nel 1982, " Credo che nessuno la possa considerare qualcosa di più. tranne il fatto che era un grazioso ornamento. Gli abbiamo inviato un nota di cortesia per dirgli che l'avevamo usato e lui ha risposto: " Voglio che sia tolta, perché non mi piace". Purtroppo non ce l'ha fatto sapere che il giorno prima della data prevista per l'uscita dell'album, quindi la cosa ci ha veramente ostacolato. Ha ritardato la pubblicazione dell'album". Una versione remixata senza la voce di Bowie, fu inclusa nell'album pubblicato nel maggio 1982 e il mese successivo diventò il lato B di Las Palabras De Amor ( The Words Of Love )
Tratto da Queen L'Enciclopedia Definitiva
venerdì 6 marzo 2015
The Unknown Song
Una bellissima melodia di Freddie al piano, registrata dal suo compagno Jim Hutton probabilmente tra il 1985/1986
lunedì 2 marzo 2015
Jealousy
A separare Fat Bottomed Girls e Bicycle Race c'è questa delicata e sottovalutata ballata di Freddie, una stupenda confessione di un uomo rovinato, distrutto dalla gelosia e che implora il perdono, se solo potesse cancellare il dolore. Con uno degli accompagnamenti più semplici presenti su JAZZ, basso e batteria ( ma, particolare interessante, senza grancassa, che fu reinserita nella rimasterizzazione del 2011 dell'album ), pianoforte e un assolo di chitarra acustica per buona misura, Jealousy è una splendida ballata e, con l'eccezione di It's A Hard Life, una delle ultime ballate veramente ispirate a pene d'amore che Freddie propose per un album dei Queen
Una versione strumentale fu fatta ascoltare da Greg Brooks a una convention del Fan Club, con un bridge supplementare di quarantacinque secondi che in seguito fu soppresso e infilato due anni dopo in Play The Game. Jealousy fu pubblicata nell'aprile 1979 come terzo e ultimo singolo di JAZZ negli Stati Uniti, con Fun It come lato B, ma la promozione fu scarsa e il singolo non entrò in classifica.
Una versione strumentale fu fatta ascoltare da Greg Brooks a una convention del Fan Club, con un bridge supplementare di quarantacinque secondi che in seguito fu soppresso e infilato due anni dopo in Play The Game. Jealousy fu pubblicata nell'aprile 1979 come terzo e ultimo singolo di JAZZ negli Stati Uniti, con Fun It come lato B, ma la promozione fu scarsa e il singolo non entrò in classifica.
mercoledì 18 febbraio 2015
My Melancholy Blues
Quale modo migliore di concludere NEWS OF THE WORLD con questa agile traccia jazz-lounge? Un soave intervento di Freddie al pianoforte annuncia l'introduzione a una delle sue più sublimi composizioni.
La storia è raccontata da un inveterato frequentatore di bar che sta annegando il suo dolore nel fondo di un bicchiere, lamentando la perdita dell'amata, ma che certamente sarà di nuovo in forma per il prossimo party. My Melancholy Blues ( da quale in origine era stato inciso un demo col titolo My Meloncholy Baby ) presenta una sottovalutata performance di Roger che suona la batteria con le spazzole e di John al basso, ed è una delle poche traccie dei Queen senza alcun intervento di chitarra.
Invece è Freddie che prende l'iniziativa introducendo due magnifici e raffinati assolo di pianoforte.
La canzone face parte regolarmente della scaletta dal vivo del News Of The World Tour 1977-1978, ma fu esclusa dal Jazz Tour in favore di Dreamers Ball. Una notevole versione live nel dicembre 1977 a Houston fu pubblicata sul Cd singolo di The Miracle nel novembre 1989; era stata anche presentata l'antologia video taglia - e incolla Rare Live: A Concert Through Space And Time. La versione Bbc, registrata il 29 ottobre 1977, fu finalmente pubblicata nel 2011 nella edizione con disco doppio di NEWS OF THE WORLD. Con l'aggiunta di uno splendido assolo di chitarra di Brian, la canzone si conclude con una risata di Freddie da brividi lungo la schiena ed è indubbiamente uno dei momenti più salienti deòòa sesta sessione Bbc
Tratto da Queen L'Enciclopedia Definitiva
sabato 14 febbraio 2015
Exercise In Free Love
Verso la fine del 1986, in seguito alle sessioni per The Great Pretender e con l'ipotesi di una collaborazione con Montserrat Caballé che stava diventando realtà, Freddie registrò Exercise In Free Love come suo tentativo di avvicinamento alla diva della lirica, con Mike Moran che lo accompagnava al piano e aveva curato l'orchestrazione. Le vocalizzazioni, in larga parte improvvisate e completamente prive di parole, sono stupefacenti e fu quella la traccia che Freddie portò con se all'incontro con Montserrat, la quale rimase talmente impressionata da insistere perché i due registrassero un album insieme. Lei interpretò anche la canzone dal vivo il 29 marzo 1987 al Covent Garden, con Mike Moran che l'accompagnava al pianoforte; la performance fu talmente bella che il pubblico tributò loro una standing ovation.
E qui la faccenda si complica: la versione originaria di Freddie fu pubblicata come lato B di The Great Pretender, mentre una versione vocale di Montserrat incisa durante le sessioni di Barcellona, in seguito diventò il lato B di Barcellona, nell'ottobre 1987. Montserrat poi si fece dare la musica e scrisse espressamente un testo in spagnolo da inserire nell'album Barcellona, anche se, incredibilmente, la versione vocale di Montserrat non è stata inclusa in The Solo Collection.
E qui la faccenda si complica: la versione originaria di Freddie fu pubblicata come lato B di The Great Pretender, mentre una versione vocale di Montserrat incisa durante le sessioni di Barcellona, in seguito diventò il lato B di Barcellona, nell'ottobre 1987. Montserrat poi si fece dare la musica e scrisse espressamente un testo in spagnolo da inserire nell'album Barcellona, anche se, incredibilmente, la versione vocale di Montserrat non è stata inclusa in The Solo Collection.
Tratto da Queen L'Enciclopedia Definitiva
mercoledì 21 gennaio 2015
Tavaszi Szél Vizet Araszt
Era stato un momento magnifico: Brian e Freddie, nel bel mezzo del loro set acustico del 27 luglio 1986 al Nepstadion, si presero una spensierata pausa tra Love Of My Lide e Is This The World We Created...? ed eseguirono un'interpretazione dell'inno ungherese che avevano preparato espressamente per l'occasione. Con un gesto ancora più intimo, Freddie cantò la canzone in lingua originale, non proprio compito facile, anche se aveva preso le sue precauzioni e ne aveva scarabocchiato l'equivalente fonetico delle parole su una mano.
Questo toccante omaggio fu incluso, con una decisione abbastanza bizzarra, nella riedizione del 2003 di LIVE AT WEMBLEY STADIUM; in precedenza era stato reperibile soltanto nella pubblicazione su Vhs di Queen Live In Budapest del 1987.
Questo toccante omaggio fu incluso, con una decisione abbastanza bizzarra, nella riedizione del 2003 di LIVE AT WEMBLEY STADIUM; in precedenza era stato reperibile soltanto nella pubblicazione su Vhs di Queen Live In Budapest del 1987.
Tratto da Queen L'enciclopedia Definitiva
venerdì 16 gennaio 2015
giovedì 15 gennaio 2015
Made in Heaven
La foto di copertina del quindicesimo album in studio dei Queen non potrebbe essere più simbolica: Lo scatto ritrae la shilouette di Freddie Mercury in posa caratteristica, con le gambe divaricate e il braccio destro sollevato in gesto di trionfo. La sagoma è voltata di spalle, con lo sguardo verso l'orizzonte rilassante e quasi idilliaco.... la superficie di un lago, il cielo illuminato dal pallore esangue di un tramonto.
Al momento della pubblicazione di Made In Heaven, nel novembre 1995, l'istrionico frontman dei Queen era ormai morto da quattro anni; quella della foto è la sua statua. Il che però non avrebbe sminuito l'impatto della voce di Mercury sul pubblico, o considerate le circostanze in cui il disco venne completato, sulle emozioni.
Nel 1991, con Innuendo che spopolava in classifica e veniva salutato da ogni parte come il loro disco migliore sin dagli anni 70, i Queen sarebbero dovuti essere carichi a molla, se non fosse che le condizioni di salute del loro cantante andavano rapidamente deteriorandosi. Freddie sapeva che stava per morire, e lo sapevano anche gli altri. Sapevano anche che Freddie voleva a tutti i costi pubblicare un ultimo album. Non c'era molto tempo per scrivere canzoni , anche se Mercury ne scrisse una intera da solo, la ballata " A Winter's Tale ", e un'altra insieme a Brian May, l'emozionante " Mother Love ".
Cantò anche pezzi che erano già stati scritti in precedenza, come " Too Much Love Will Kill You ", tratta da un album solista di May, " My Life Has Been Saved " di John Deacon, e " Heaven For Everyone " che Roger Taylor aveva scritto per il suo progetto parallelo The Cross. I Queen restituirono la cortesia recuperando due brani dell'album che nel 1985 aveva segnato il debutto solista di Freddie, Mr. Bad Guy, riarrangiando in chiave fortemente rock " I Was Born To Love You ", e aggiungendo il tipico sound dei Queen a " Made In Heaven ". Non a caso, scelsero di dare all'album lo stesso titolo di uno dei brani di Freddie, e una delle due creazioni più sorprendenti ed eccessive, se è per questo - in parte toccante aria alla Puccini, in parte inno appassionato. Perché nonostante questo sia indiscutibilmente un disco dei Queen - la band, gli arrangiamenti, il minuzioso sforzo compiuto dal gruppo per mettere insieme ogni minuscolo frammento fino a formare un prodotto uniforme.
Alla morte di Mercury, i Queen dichiararono ufficialmente che, non appena i membri del gruppo se la fossero sentita, avrebbero " celebrato la sua vita nello stile a cui era abituato ", il che è esattamente ciò che hanno tentato di fare qui. Ed ecco perché in mezzo a brani che per ovvie ragioni sono profondamente introspettivi, ci sono momenti in cui viene a galla tutta la l'energia vitale di Freddie. Basta ascoltare " Mother Love ", per esempio; difficile non farsi venire un groppo in gola quando Mercury canta frasi come " Da troppo cammino in questa via deserta.. Ma ho un peso sul cuore e la mia speranza è persa " o quando nell'ultima strofa, entra May a cantare. All'improvviso però, nella parte conclusiva, ecco di nuovo Freddie, nel pieno della sua gloria, che dirige la folla in esercizi canori collettivi durante il concerto del 1986 al Wembley Stadium. Sembra quasi di vederlo, dritto davanti al microfono, a gambe divaricate, con la mano stretta a pugno, e il braccio sollevato in aria in segno di trionfo
Tratto dall'articolo di Sylvie Simmons
martedì 30 dicembre 2014
How Can I Go On
Bellissimo singolo del 1989 di Freddie e Montserrat Caballé, proveniente dall'album Barcellona, venne rilasciato nel solo Regno Unito, in Giappone, in Germania, in Brasile e ad Hong Kong ( solo nella versione promo ). Registrato nella primavera del 1987, il brano vede la presenza al basso elettrico di John Deacon. How Can I Go On arrivò alla ottantacinquesima posizione nella classifica inglese.
Il brano venne eseguito anche live ( anche se in playback ) nel 1988 al Festival " La Nit " di Barcellona ( per pubblicizzare l'album Barcellona, che solamente dopo due giorni venne pubblicato ).
La canzone insieme all'altro singolo The Golden Boy è stata scritta da Time Rice.
Il brano venne eseguito anche live ( anche se in playback ) nel 1988 al Festival " La Nit " di Barcellona ( per pubblicizzare l'album Barcellona, che solamente dopo due giorni venne pubblicato ).
La canzone insieme all'altro singolo The Golden Boy è stata scritta da Time Rice.
mercoledì 12 novembre 2014
Hot Space.... la copertina realizzata da Freddie
Freddie credeva fermamente che qualsiasi aspetto di un opera rendesse conto del suo creatore. Ecco perchè dava grande importanza alle copertine degli album. Comunicavano già qualcosa del gruppo ancor prima che si fosse ascoltato il disco.
Freddie si dedicò completamente al work in progress della copertina di Hot Space. Ispirandosi al titolo, Freddie cominciò a girare intorno alla parola hot. L'idea per i colori venne da lì: la vivacità della copertina saltava agli occhi, e la distingueva da quelle degli altri dischi sugli espositori.
Freddie si dedicò alla copertina di Hot Space quando alloggiava nella suite dell' Ermitage, a Los Angeles. Voleva utilizzare colori caldi, e riteneva opportuno raffigurare anche i musicisti: se da lontano non si riusciva a leggere il titolo, sarebbe stato comunque possibile capire chi avesse realizzato il disco. Il cantante desiderava i colori rosso, blu, verde e giallo. Non sapeva ancora come rappresentare i membri del gruppo, ne quale colore associare a ciascuno. Di sicuro il blu non faceva per lui; il rosso era quello che preferiva e non gli dispiaceva nemmeno il giallo.
Freddie decise che la copertina di Hot Space non avrebbe riportato fotografie e valutate alcune idee, si giunse ai quattro disegni che rappresentavano i Queen. Il cantante voleva fattezze che dessero nell'occhio, e allo stesso tempo personaggi immediatamente riconosciuti dai fan. Alla fine si concentrò sulla capigliatura di ognuno, e il team a sua disposizione concretizzò lo spunto. Allora i capelli corti e i baffi erano le caratteristiche che meglio raffiguravano il suo aspetto.
Freddie decise che la copertina di Hot Space non avrebbe riportato fotografie e valutate alcune idee, si giunse ai quattro disegni che rappresentavano i Queen. Il cantante voleva fattezze che dessero nell'occhio, e allo stesso tempo personaggi immediatamente riconosciuti dai fan. Alla fine si concentrò sulla capigliatura di ognuno, e il team a sua disposizione concretizzò lo spunto. Allora i capelli corti e i baffi erano le caratteristiche che meglio raffiguravano il suo aspetto.
lunedì 3 novembre 2014
We Are The Champions - prima parte
" Pensavo al football quando l'ho scritta. Volevo una canzone che fosse possibile condividere, alla quale i fan potessero attaccarsi. Era diretta alle masse; pensavo che fosse interessante vedere come l'avrebbero presa. Ha funzionato benissimo. Quando l'abbiamo eseguita a un concerto privato a Londra, i fan tra un pezzo e l'altro hanno intonato un canto da stadio. Naturalmente le avevo dato sfumature più teatrali di quante ne abbia un normale inno da stadio di calcio. Mi conoscete."
La spiegazione data da Freddie a " Circus " nel 1978 dalla sua ( presumibilmente ) più nota composizione smentisce tutte le numerose interpretazioni errate e iperanalitiche che si sono materializzate nel corso degli anni.
La storia di We Are The Champions purtroppo non è raccontata, a causa della riluttanza di Freddie a parlare diffusamente delle sue canzoni. Secondo la sua versione comunemente accettata, mentre Brian era impegnato a scrivere un inno calcistico ( We Will Rock You ), Freddie a sua volta stava tirando fuori il suo canto da stadio, anche se alla fine sarebbe diventata più che altro una canzone di vittoria. E' noto che in quel periodo Freddie fosse tutt'altro che diplomatico con la stampa, ma lo stesso cantante reagì contro questa concezione dicendo a " Circus" nel 1978: " Non stavamo certamente pensando alla stampa quando l'ho scritta. Di questi tempi non penso affatto alla stampa musicale britannica.... Immagino che dovrebbe essere interpretata come la mia versione di " I Did It My Way "; ce l'abbiamo fatta, e certamente non è stato facile. Non è stato tutto rose e fiori, come dice la canzone. E non è facile neppure adesso."
La spiegazione data da Freddie a " Circus " nel 1978 dalla sua ( presumibilmente ) più nota composizione smentisce tutte le numerose interpretazioni errate e iperanalitiche che si sono materializzate nel corso degli anni.
La storia di We Are The Champions purtroppo non è raccontata, a causa della riluttanza di Freddie a parlare diffusamente delle sue canzoni. Secondo la sua versione comunemente accettata, mentre Brian era impegnato a scrivere un inno calcistico ( We Will Rock You ), Freddie a sua volta stava tirando fuori il suo canto da stadio, anche se alla fine sarebbe diventata più che altro una canzone di vittoria. E' noto che in quel periodo Freddie fosse tutt'altro che diplomatico con la stampa, ma lo stesso cantante reagì contro questa concezione dicendo a " Circus" nel 1978: " Non stavamo certamente pensando alla stampa quando l'ho scritta. Di questi tempi non penso affatto alla stampa musicale britannica.... Immagino che dovrebbe essere interpretata come la mia versione di " I Did It My Way "; ce l'abbiamo fatta, e certamente non è stato facile. Non è stato tutto rose e fiori, come dice la canzone. E non è facile neppure adesso."
La canzone è un classico caso di qualcosa che nasce come un sussurro e va a finire in un grido. Aprendosi con una delicata e soffusa introduzione di pianoforte e voce, la traccia subisce rapidamente un'escalation che la trasforma in un chiassoso motivo da cantare in coro, elogiando non soltanto la band, ma anche gli spettatori, perché possono fregiarsi del titolo di campioni. L'echeggiante ritornello sembra quasi un corretto canzonatorio nei confronti di coloro che avevano dubitato che i Queen potessero farcela. La canzone termina senza un vera e propria conclusione, con verso finale " of the world " che non viene cantato, ma il messaggio è chiaro: senza il loro pubblico i Queen non sarebbero esistiti. ( fine prima parte )
- Tratto da Queen L'Enciclopedia Definitiva -
domenica 2 novembre 2014
Mr. Bad Guy
Freddie fa il suo esordio da solista nel 1984, contribuendo con un pezzo alla colonna sonora della riedizione di Metropolis, il capolavoro del cinema diretto da Friz Lang.
E' la sua prima incursione in un genere diverso dal rock, per l'esattezza il pop elettronico, che in questi anni è il suono più in voga nei club di elettronica di Monaco e Londra, di cui è assiduo frequentatore. Da un po' di tempo sta pensando di realizzare un album in cui dare libero sfogo alla sua vena più pop e dance e così, subito dopo la collaborazione a Metropolis, approfittando del tempo libero che precede l'inizio del " Works Tour", entra in studio. E' alla fine del 1983 e con lui ai Musicland Studios di Monaco ci sono il produttore Reinhold Mack e una band composta da Fred Mandel al pianoforte, Paul Vincent alla chitarra, Curt Cress alla batteria e Stephan Wisnet al basso.
Il risultato è Mr. Bad Guy, un piccolo capolavoro pop anni Ottanta, che alterna canzoni spiccatamente dance a ballate romantiche per pianoforte e voce. La caratteristica principale del disco è la leggerezza: in tutto l'album si sente che Freddie si è sopratutto divertito a cantare canzoni diverse dal solito e a mettere alla prova la propria incredibile estensione vocale. " Ci sono delle canzoni molto frivole e divertenti ", spiega alla stampa, " e anche delle canzoni d'amore struggenti e romantiche. Perché entrambe fanno parte della mia natura". Tutte le canzoni di Mr. Bad Guy sono costruite intorno alla voce di Freddie e sono animate da un'allegria che contagia qualsiasi ascoltatore. Pezzi come Let's Turn It On, Your Kind Of Lover, My Love Is Dangerous, Man Made Paradise, e soprattutto come lo scatenato inno alla trasgressione Living On My Own, sono niente più che giochi musicali costruiti apposta per far riempire le piste delle discoteche di tutto il mondo.
Un capitolo a parte è invece rappresentato da There Must Be More To Life Than This e Love Me Like There's No Tomorrow, due belle ballate romantiche per pianoforte e voce due classici della produzione di Freddie. Made in Heaven e I Was Born To Love You sono invece pezzi più vicini allo stile Queen, per l'impostazione rock e per la struttura coinvolgente, e provengono infatti dalle registrazioni di The Works.
E' la sua prima incursione in un genere diverso dal rock, per l'esattezza il pop elettronico, che in questi anni è il suono più in voga nei club di elettronica di Monaco e Londra, di cui è assiduo frequentatore. Da un po' di tempo sta pensando di realizzare un album in cui dare libero sfogo alla sua vena più pop e dance e così, subito dopo la collaborazione a Metropolis, approfittando del tempo libero che precede l'inizio del " Works Tour", entra in studio. E' alla fine del 1983 e con lui ai Musicland Studios di Monaco ci sono il produttore Reinhold Mack e una band composta da Fred Mandel al pianoforte, Paul Vincent alla chitarra, Curt Cress alla batteria e Stephan Wisnet al basso.
Il risultato è Mr. Bad Guy, un piccolo capolavoro pop anni Ottanta, che alterna canzoni spiccatamente dance a ballate romantiche per pianoforte e voce. La caratteristica principale del disco è la leggerezza: in tutto l'album si sente che Freddie si è sopratutto divertito a cantare canzoni diverse dal solito e a mettere alla prova la propria incredibile estensione vocale. " Ci sono delle canzoni molto frivole e divertenti ", spiega alla stampa, " e anche delle canzoni d'amore struggenti e romantiche. Perché entrambe fanno parte della mia natura". Tutte le canzoni di Mr. Bad Guy sono costruite intorno alla voce di Freddie e sono animate da un'allegria che contagia qualsiasi ascoltatore. Pezzi come Let's Turn It On, Your Kind Of Lover, My Love Is Dangerous, Man Made Paradise, e soprattutto come lo scatenato inno alla trasgressione Living On My Own, sono niente più che giochi musicali costruiti apposta per far riempire le piste delle discoteche di tutto il mondo.
Un capitolo a parte è invece rappresentato da There Must Be More To Life Than This e Love Me Like There's No Tomorrow, due belle ballate romantiche per pianoforte e voce due classici della produzione di Freddie. Made in Heaven e I Was Born To Love You sono invece pezzi più vicini allo stile Queen, per l'impostazione rock e per la struttura coinvolgente, e provengono infatti dalle registrazioni di The Works.
Grazie anche ad una forte dose di autoironia presente in tutti i brani, Freddie riesce a mantenere un certo equilibrio anche in un lavoro spensierato come questo, tanto che in tutto l'album non ci sono mai momenti troppo sopra le righe. Anche la produzione di Mack è di buon livello, perché lascia freschezza ai pezzi senza caricarli di arrangiamenti elettronici forzati.
Nel complesso, dunque, Mr. Bad Guy è un ottimo album pop senza altre pretese che quella di restituire la sensazione di un grande party, in cui Freddie se la spassa come poche altre volte.
Nei credits ringrazia, tra gli altri, " Barbara Valentin per le sue tette" e " Roger, Brian e John per non aver interferito" e dedica il tutto a " il mio gatto Jerry, e anche a Tom, Oscar, Tiffany e a tutti quelli che amano i gatti nell'universo.... e che gli altri vadano a farsi fottere.
venerdì 31 ottobre 2014
39 anni fa nasceva Bohemian Rhapsody
La canzone simbolo dell'album A Night At The Opera è Bohemian Rhapsody, lunga quasi sei minuti, frutto della visionaria creatività di Freddie. " E' stata dall'inizio una creatura di Freddie" ha spiegato Brian May. " Entrò in studio sapendo esattamente cosa voleva. La traccia base è stata registrata con piano, basso e batteria. Freddie ha cantato la melodia principale ma aveva già in mente tutte le sovraincisioni e i cori. Si trattava solo di capire come realizzarli."
Le registrazioni di Bohemian Rhapsody durano tre settimane: le strofe iniziali e la parte rock vengono registrate per prime in tre giorni. La parte operistica prende forma in una settimana, dieci ore di lavoro al giorno solo sui cori. Roy Thomas Baker conserva un ricordo vivo di quei momenti: " Freddie entrò in studio, si sedette al piano e disse: " Ho un idea per una canzone". Cominciò a cantare, poi all'improvviso si fermò: " Qui è dove inizia la parte di opera. " Siamo rovinati, pensai. Il lavoro fu massacrante ma anche divertente. Ogni giorno, quando credevamo di aver finito, Freddie diceva: " Ho pensato di aggiungere ancora qualche altro ' Galileo ' mio caro!
La spinta creativa di Freddie condizionava tutto l'album. Freddie vorrebbe lanciare Bohemian Rhapsody come singolo ma la EMI teme che un pezzo di sei minuti non passerà mai in radio. Allora Freddie ne consegna una copia all'amico Kenny Everet, dj della BBC, che lo trasmette 14 volte nel corso di una sola giornata. Il pezzo esplode come una bomba, la EMI viene inondata di richieste e il 31 ottobre 1975, è costretta a pubblicarlo. Bohemian Rhapsody vende150.000 copie. Il 25 novembre è la n.1 in classica. Per il lancio del singolo, i Queen hanno in programma una partecipazione a " Top Of The Pops " ma, invece di suonare in studio, decidono di realizzare un filmato promozionale, diretto da Bruce Gowers. Le riprese durano quattro ore ( quasi tutte per la parte del filmato, basata sull'animazione della copertina di Queen II ) e il filmato, costato 4.500 sterline, entra nella storia come il primo videoclip.
Bohemian Rhaspody rimane nove settimane al n.1, eguagliando il record stabilito nel 1957 da John Withman con Rosemarie. Lo segue il 27 dicembre l'intero A Night At The Opera, che con 250.000 copie vendute regala ai Queen il primo disco di platino. Il 2 dicembre esce anche in America, dove arriva al n.4 e rimane in classifica per 56 settimane. I Queen partono subito per il tour in Inghilterra, Stati Uniti, Giappone e Australia, che si chiude il 18 settembre 1976 con un concerto gratuito a Hyde Park davanti a 150.000 fan. Ecco le nuove superstar del rock inglese.
Le registrazioni di Bohemian Rhapsody durano tre settimane: le strofe iniziali e la parte rock vengono registrate per prime in tre giorni. La parte operistica prende forma in una settimana, dieci ore di lavoro al giorno solo sui cori. Roy Thomas Baker conserva un ricordo vivo di quei momenti: " Freddie entrò in studio, si sedette al piano e disse: " Ho un idea per una canzone". Cominciò a cantare, poi all'improvviso si fermò: " Qui è dove inizia la parte di opera. " Siamo rovinati, pensai. Il lavoro fu massacrante ma anche divertente. Ogni giorno, quando credevamo di aver finito, Freddie diceva: " Ho pensato di aggiungere ancora qualche altro ' Galileo ' mio caro!
La spinta creativa di Freddie condizionava tutto l'album. Freddie vorrebbe lanciare Bohemian Rhapsody come singolo ma la EMI teme che un pezzo di sei minuti non passerà mai in radio. Allora Freddie ne consegna una copia all'amico Kenny Everet, dj della BBC, che lo trasmette 14 volte nel corso di una sola giornata. Il pezzo esplode come una bomba, la EMI viene inondata di richieste e il 31 ottobre 1975, è costretta a pubblicarlo. Bohemian Rhapsody vende150.000 copie. Il 25 novembre è la n.1 in classica. Per il lancio del singolo, i Queen hanno in programma una partecipazione a " Top Of The Pops " ma, invece di suonare in studio, decidono di realizzare un filmato promozionale, diretto da Bruce Gowers. Le riprese durano quattro ore ( quasi tutte per la parte del filmato, basata sull'animazione della copertina di Queen II ) e il filmato, costato 4.500 sterline, entra nella storia come il primo videoclip.
Bohemian Rhaspody rimane nove settimane al n.1, eguagliando il record stabilito nel 1957 da John Withman con Rosemarie. Lo segue il 27 dicembre l'intero A Night At The Opera, che con 250.000 copie vendute regala ai Queen il primo disco di platino. Il 2 dicembre esce anche in America, dove arriva al n.4 e rimane in classifica per 56 settimane. I Queen partono subito per il tour in Inghilterra, Stati Uniti, Giappone e Australia, che si chiude il 18 settembre 1976 con un concerto gratuito a Hyde Park davanti a 150.000 fan. Ecco le nuove superstar del rock inglese.
giovedì 30 ottobre 2014
Freddie e il Musical Time
La cosa più sorprendente di In My Defence è la potenza della voce di Freddie, che raggiunge registri altissimi, regalando al pezzo un'energia rock che Dave Clark non aveva neanche immaginato. Ancora più sorprendente è il fatto che la versione pubblicata su disco sia la prima Take di Freddie.
Quando Dave Clark contatta Freddie la prima volta nell'estate del 1985 e gli propose il pezzo, Freddie accetta di partecipare solo a patto di lavorare con la sua band. Dave Clark però aveva già messo sotto contratto alcuni musicisti per le sedute negli studi di Abbey Road a Londra e propone a Freddie di portare a termine una prima registrazione, con la promessa che se non fosse stato soddisfatto avrebbe chiamato i Queen.
Nel corso di quella session Freddie conosce il pianista e produttore Mike Moran, con cui collabora al progetto Barcellona. Pochi giorni prima dell'incontro Mike Moran ha un brutto incidente d'auto, si rompe quattro costole e si sloga i polsi. Non vuole però perdere l'appuntamento con la più grande rockstar del mondo e si presenta in studio imbottito di antidolorifici. Freddie invece arriva in grande stile, accompagnato dal cuoco personale Joe Fanelli che porta con sé una borsa enorme piena di cibi preparati per l'occasione, bottiglie di vodka e il suo champagne preferito, il Crystal, che viene offerto a tutti, compresi gli operatori di studio. Freddie si avvicina a Moran e gli dice: " Cos'hai? mi sembri piuttosto sbattuto caro!" Poi lo costringe a bere mezza bottiglia di vodka con lui e si mette a cantare In My Defence. Moran ricorda così quei giorni: " C'era un clima di festa perenne ma anche di grande professionalità. Siamo diventati subito amici. Tutte le sue pazze idee dovevano essere messe alla prova. Spesso funzionavano e facevano la differenza tra qualcosa di accettabile e qualcosa di ineguagliabile."
Quando Dave Clark contatta Freddie la prima volta nell'estate del 1985 e gli propose il pezzo, Freddie accetta di partecipare solo a patto di lavorare con la sua band. Dave Clark però aveva già messo sotto contratto alcuni musicisti per le sedute negli studi di Abbey Road a Londra e propone a Freddie di portare a termine una prima registrazione, con la promessa che se non fosse stato soddisfatto avrebbe chiamato i Queen.
Nel corso di quella session Freddie conosce il pianista e produttore Mike Moran, con cui collabora al progetto Barcellona. Pochi giorni prima dell'incontro Mike Moran ha un brutto incidente d'auto, si rompe quattro costole e si sloga i polsi. Non vuole però perdere l'appuntamento con la più grande rockstar del mondo e si presenta in studio imbottito di antidolorifici. Freddie invece arriva in grande stile, accompagnato dal cuoco personale Joe Fanelli che porta con sé una borsa enorme piena di cibi preparati per l'occasione, bottiglie di vodka e il suo champagne preferito, il Crystal, che viene offerto a tutti, compresi gli operatori di studio. Freddie si avvicina a Moran e gli dice: " Cos'hai? mi sembri piuttosto sbattuto caro!" Poi lo costringe a bere mezza bottiglia di vodka con lui e si mette a cantare In My Defence. Moran ricorda così quei giorni: " C'era un clima di festa perenne ma anche di grande professionalità. Siamo diventati subito amici. Tutte le sue pazze idee dovevano essere messe alla prova. Spesso funzionavano e facevano la differenza tra qualcosa di accettabile e qualcosa di ineguagliabile."
Freddie Mercury a Dave Clark
Freddie e Mike Moran
Oltre a Mike Moran in studio ci sono il chitarrista di Mr. Bad Guy Paul Vincent, Andy Pask al basso, Graham Jervis alla batteria e Peter Banks alle tastiere. Rimasto stupito dalla straordinaria interpretazione di In My Defence, Dave Clark chiede a Freddie di cantare anche il tema principale del musical Time, basato su una potente parte vocale, perfetta per Freddie, e su una parte strumentale eseguita al piano da Mike Moran accompagnato dal chitarrista Ray Russel, dal bassista Alan Jones e dal batterista Brett Morgan.
Le tracce vocali, registrate con quattro registratori a 24 piste, sono ben 96. Un lavoro monumentale che Freddie prende con il massimo impegno, registrando nel gennaio 1986 anche tutte le parti corali con John Christie e l'amico Peter Straker. " Ha dato il massimo in tutte e due le canzoni" ricorda Dave Clark. " Non si è limitato a cantarle, le ha interpretate come se fosse davanti a 100.000 persone."
Uscita come singolo nel maggio 1986, Time entra fra i primi 20 in Inghilterra. La prima del musical, diretto e coreografato da Larry Fuller, va in scena il 9 aprile del 1986 al Dominion Theatre, con Cliff Richards nel ruolo di Chris Wilder e la partecipazione straordinaria di Laurence Olivier. Rimane in cartellone per due anni, riscuotendo un enorme successo.
La colonna sonora di Time, cui partecipa anche Cliff Richards, Julian Lennon, Dionne Warwick e Burt Bacharach, Ashford & Simpson, Murray Head, Leo Sayer, Jimmy Helms e Stevie Wonder, vende cinque milioni di copie. Il video promozionale di Time viene girato da Rudi Dolezal e Hannes Rossacher il 22 maggio 1986, prima della rappresentazione del musical al Dominion Theatre. Quella sera Freddie si ferma a vedere lo show e nell'intervallo decide di fare uno scherzo. Indossa un grembiule bianco e un cappello e comincia a girare per la sala vendendo gelati. Completamente all'oscuro di quanto potesse costare un gelato, decide di regalarli a un pubblico sempre più stupito, poi lascia la sala tra gli applausi. Più tardi, paga il conto per i gelati che ha distribuito.
Colpito dalla produzione di Time, Freddie decide di partecipare a un a rappresentazione del musical il 14 aprile del 1988 al Dominion Theatre di Londra in occasione di uno spettacolo speciale a fini benefici, " Give Time For Aids", insieme a Cliff Richards e Laurence Olivier. Per la prima e unica volta Freddie canta quattro canzoni del musical: In My Defence, Born To Rock'n'Roll e It's in Every One Of Us.
Freddie Mercury e Cliff Richards 1988
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